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Sono tutti di pergamena, edizioni eleganti, scritti in elaborata calligrafia su sottili fogli di pergamena. Per tali edizioni di lusso il papiro era certamente inadatto. In almeno un'area, la giurisprudenza romana , il codex di pergamena veniva prodotto sia in edizioni economiche che in quelle di lusso. Titoli di compilazioni celebri, il Codice teodosiano promulgato nel , ed il Codice giustinianeo promulgato nel , indicano che gli imperatori li facevano scrivere su codici, sicuramente di pergamena dato che erano più duraturi e più capienti e inoltre di ottima qualità, dato che erano prodotti sotto l'egida dell'imperatore.

Dall'altro lato, basandoci sulle annotazioni di Libanio , intellettuale del IV secolo che nelle sue molteplici attività faceva anche l'insegnante di legge , si apprende che i libri di testo dei suoi studenti erano codici di pergamena.

Le ragioni erano buone: La caduta dell'Impero romano nel V secolo d. Il papiro divenne difficile da reperire a causa della mancanza di contatti con l' Antico Egitto e la pergamena , che per secoli era stata tenuta in secondo piano, divenne il materiale di scrittura principale.

I monasteri continuarono la tradizione scritturale latina dell' Impero romano d'Occidente. La tradizione e lo stile dell' Impero romano predominava ancora, ma gradualmente emerse la cultura del libro medievale.

I monaci irlandesi introdussero la spaziatura tra le parole nel VII secolo. Essi adottarono questo sistema perché leggevano con difficoltà le parole latine. L'innovazione fu poi adottata anche nei Paesi neolatini come l'Italia , anche se non divenne comune prima del XII secolo. Si ritiene che l'inserimento di spazi tra le parole abbia favorito il passaggio dalla lettura semi-vocalizzata a quella silenziosa.

Prima dell'invenzione e della diffusione del torchio tipografico , quasi tutti i libri venivano copiati a mano, il che li rendeva costosi e relativamente rari. I piccoli monasteri di solito possedevano al massimo qualche decina di libri, forse qualche centinaio quelli di medie dimensioni. In Età carolingia le più grandi collezioni raccoglievano circa volumi; nel Basso Medioevo la biblioteca pontificia di Avignone e la biblioteca della Sorbona di Parigi possedevano circa 2.

Il processo della produzione di un libro era lungo e laborioso. Il supporto di scrittura più usato nell'Alto Medioevo, la pergamena, o vellum pelle di vitello , doveva essere preparato, poi le pagine libere venivano pianificate e rigate con uno strumento appuntito o un piombo , dopo di che il testo era scritto dallo scriba , che di solito lasciava aree vuote a scopo illustrativo e rubricativo.

Infine, il libro veniva rilegato dal rilegatore [26]. Le copertine erano fatte di legno e ricoperte di cuoio. Poiché la pergamena secca tende ad assumere la forma che aveva prima della trasformazione, i libri erano dotati di fermagli o cinghie. In quest'epoca si usavano differenti tipi di inchiostro , usualmente preparati con fuliggine e gomma, e più tardi anche con noce di galla e solfato ferroso.

Esistono testi scritti in rosso o addirittura in oro, e diversi colori venivano utilizzati per le miniature. A volte la pergamena era tutta di colore viola e il testo vi era scritto in oro o argento per esempio, il Codex Argenteus. Per tutto l'Alto Medioevo i libri furono copiati prevalentemente nei monasteri, uno alla volta. Il sistema venne gestito da corporazioni laiche di cartolai , che produssero sia materiale religioso che profano [28].

Nelle prime biblioteche pubbliche i libri venivano spesso incatenati ad una libreria o scrivania per impedirne il furto. Questi libri furono chiamati libri catenati. Vedi illustrazione a margine. L' ebraismo ha mantenuto in vita l'arte dello scriba fino ad oggi. Secondo la tradizione ebraica, il rotolo della Torah posto nella sinagoga deve esser scritto a mano su pergamena e quindi un libro stampato non è permesso, sebbene la congregazione possa usare libri di preghiere stampati e copie della Bibbia ebraica possano esser utilizzate per studio fuori della sinagoga.

Lo scriba ebraico sofer è altamente rispettato nell'ambito della comunità ebraica osservante. Anche gli arabi produssero e rilegarono libri durante il periodo medievale islamico , sviluppando tecniche avanzate di calligrafia araba , miniatura e legatoria. Un certo numero di città del mondo islamico medievale furono sede di centri di produzione libraria e di mercati del libro. Col metodo di controllo, solo "gli autori potevano autorizzare le copie, e questo veniva fatto in riunioni pubbliche, in cui il copista leggeva il testo ad alta voce in presenza dell'autore, il quale poi la certificava come precisa".

In xilografia , un'immagine a bassorilievo di una pagina intera veniva intarsiata su tavolette di legno, inchiostrata e usata per stampare le copie di quella pagina. Questo metodo ebbe origine in Cina , durante la Dinastia Han prima del a. Il libro più antico stampato con questo sistema è il Sutra del Diamante d. I monaci o altri che le scrivevano, venivano pagati profumatamente.

Questa invenzione gradualmente rese i libri meno laboriosi e meno costosi da produrre e più ampiamente disponibili. La stampa è una delle prime e più importanti forme di produzione in serie. I primi libri stampati, i singoli fogli e le immagini che furono creati prima del in Europa, sono noti come incunaboli. Folio 14 recto del Vergilius romanus che contiene un ritratto dell'autore Virgilio. Da notare la libreria capsa , il leggio ed il testo scritto senza spazi in capitale rustica. Leggio con libri catenati , Biblioteca Malatestiana di Cesena.

Incunabolo del XV secolo. Si noti la copertina lavorata, le borchie d'angolo e i morsetti. Insegnamenti scelti di saggi buddisti , il primo libro stampato con caratteri metallici mobili, Bibliothèque nationale de France.

Le macchine da stampa a vapore diventarono popolari nel XIX secolo. Queste macchine potevano stampare 1. Le macchine tipografiche monotipo e linotipo furono introdotte verso la fine del XIX secolo.

Potevano impostare più di 6. I secoli successivi al XV videro quindi un graduale sviluppo e miglioramento sia della stampa, sia delle condizioni di libertà di stampa , con un relativo rilassamento progressivo delle legislazioni restrittive di censura. A metà del XX secolo , la produzione libraria europea era salita a oltre Nella seconda metà del XX secolo la tecnologia informatica ha reso possibile con la diffusione di libri in formato elettronico, poi chiamati eBook o e-book da electronic book ,una rivoluzione in quanto come ha evidenziato il bibliofilo Nick Carr dalle caratterestiche della carta stampata ovvero: Nel [34] nasce il Progetto Gutenberg , lanciato da Michael S.

Hart , la prima biblioteca di versioni elettroniche liberamente riproducibili di libri stampati. L'uso degli eBook al posto dei libri stampati si è tuttavia diffuso solo all'inizio del XXI secolo [35]. I libri a stampa sono prodotti stampando ciascuna imposizione tipografica su un foglio di carta. Il foglio stampato viene poi opportunamente piegato per ottenere un fascicolo o segnatura di più pagine progressive.

Le varie segnature vengono rilegate per ottenere il volume. L'apertura delle pagine, specialmente nelle edizioni in brossura , era di solito lasciata al lettore fino agli anni sessanta del XX secolo , mentre ora le segnature vengono rifilate direttamente dalla tipografia. Nei libri antichi il formato dipende dal numero di piegature che il foglio subisce e, quindi, dal numero di carte e pagine stampate sul foglio.

Nei libri moderni il formato è dato dall'altezza in centimetri, misurata al frontespizio , entro un minimo e un massimo convenzionalmente stabilito. Il termine " tascabile " riferito al libro rappresenta un concetto commerciale e identifica libri economici stampati in sedicesimo, la cui diffusione, a partire dall'ultimo Ottocento ma soprattutto nella seconda metà del XX secolo , ha permesso un notevole calo dei prezzi.

Sostanzialmente - sia per il formato, sia per l'economicità - esso trova precedenti nella storia del libro anteriore alla stampa, già a partire dall'antichità il "libro che sta in una mano": Le "carte di guardia", o risguardi, o sguardie, sono le carte di apertura e chiusura del libro vero e proprio, che collegano materialmente il corpo del libro alla coperta o legatura.

Non facendo parte delle segnature , non sono mai contati come pagine. La loro utilità pratica è evidente in libri cartonati, o rilegati in tela, pelle o pergamena, dove aiutano a tenere unita la coperta rigida al blocco del libro. Nel libro antico le sguardie, poste a protezione delle prime pagine stampate o manoscritte del testo, contribuiscono a tenerlo insieme alla copertina con spaghi o fettucce passanti nelle cuciture al dorso; nel libro moderno è invece la garza che unisce i fascicoli alla copertina.

Si chiama "controguardia" la carta che viene incollata su ciascun "contropiatto" la parte interna del "piatto" della coperta, permettendone il definitivo ancoraggio.

In origine era costituito dalla firma del copista o dello scriba, e riportava data, luogo e autore del testo; in seguito fu la formula conclusiva dei libri stampati nel XV e XVI secolo che conteneva, spesso in inchiostro rosso, il nome dello stampatore, luogo e data di stampa e l'insegna dell'editore. Di norma i fascicoli che costituiscono il libro vengono tenuti insieme da un involucro detto appunto '"coperta" o "copertina", è la parte più esterna del libro spesso rigida e illustrata.

Usata raramente fino a tutto il Settecento quando solitamente l'editore vendeva i libri slegati o applicava una semplice copertina di protezione, che veniva poi gettata dal legatore divenne molto popolare a partire dai primi anni dell' Ottocento , forse su impulso degli stampatori Brasseur di Parigi [38]. Nel libro antico poteva essere rivestita di svariati materiali: Poteva essere decorata con impressioni a secco o dorature.

Ciascuno dei due cartoni che costituiscono la copertina viene chiamato piatto. I piatti hanno dimensioni leggermente più ampie rispetto al corpo del volume.

La parte che sporge oltre il margine dei fogli è chiamata unghiatura , o unghia o cassa. Essa è anche realizzata nelle segnature fogli piegati per facilitare la raccolta o l'assemblaggio di un opuscolo. Nel libro moderno la coperta è costituita dai due piatti e da un "dorso", per le cosiddette copertine rigide "legature a cartella" o "Bradel" o "cartonato" , oppure da un cartoncino più o meno spesso che, opportunamente piegato lungo la linea del dorso, abbraccia il blocco delle carte.

In quest'ultimo caso si parla di brossura e l'unghiatura è assente. Nata con funzioni prettamente pratiche quali la protezione del blocco delle carte e il permetterne la consultabilità, la coperta assume nel tempo funzioni e significati diversi, non ultimo quello estetico e rappresentativo.

Nel XIX secolo la coperta acquista una prevalente funzione promozionale. Con la meccanizzazione e la diffusione dell'industria tipografica vengono introdotti altri tipi di legature e coperte, più economiche e adatte alle lavorazioni automatiche. Il cartonato si diffonde nel XIX secolo, preferito per economicità, robustezza e resa del colore.

Ha caratterizzato a lungo l'editoria per l'infanzia e oggi, ricoperto da una "sovraccoperta", costituisce il tratto caratteristico delle edizioni maggiori. Modernamente la brossura è un sistema di legatura in cui i fascicoli o segnature vengono fresate dal lato del dorso e i fogli sciolti vengono incollati a una striscia di tela o plastica sempre al dorso cosiddetta "brossura fresata".

Le "alette" o "bandelle" comunemente dette "risvolti di copertina" sono le piegature interne della copertina o della sovraccoperta vedi infra. Generalmente vengono utilizzate per una succinta introduzione al testo e per notizie biografiche essenziali sull'autore. La "prima di copertina" o "copertina anteriore" o "piatto superiore" è la prima faccia della copertina di un libro.

Di norma, riporta le indicazioni di titolo e autore. La "quarta di copertina" o "copertina posteriore" o "piatto inferiore" è l'ultima faccia della copertina, usata oggi a scopo promozionale. Solitamente riporta notizie sull'opera e sull'autore, nonché il codice ISBN e il prezzo del volume se non è indicato nel risvolto di copertina.

I libri con copertina cartonata in genere sono rivestiti da una "sovraccoperta". Ha di solito la funzione di reclamizzare il libro, per cui riporta i dati essenziali dell'opera ed è sempre a colori ed illustrata. La sovracopertina è stampata, nella maggior parte dei casi, solo sull'esterno. I tre margini esterni del libro, cioè la superficie presentata dai fogli in un volume chiuso, si chiamano "tagli". Dal punto di vista industriale, il taglio di testa è, con la cucitura, il lato più importante di un libro in quanto determina il registro frontale della macchina da stampa.

I tagli possono essere al naturale, decorati o colorati in vario modo. In questi ultimi casi, si parla di "taglio colore", nel passato usati per distinguere i libri religiosi o di valore dalla restante produzione editoriale, utilizzando una spugna imbevuta di inchiostri all' anilina anni del XX secolo [39].

Dalla fine degli anni novanta vengono svolti in labbratura con colori a base d'acqua. Il "dorso" o "costa" o "costola" del libro è la parte della copertina che copre e protegge le pieghe dei fascicoli, visibile quando il volume è posto di taglio ad esempio su una scaffalatura. Riporta solitamente titolo, autore, e editore del libro.

L'" ex libris " è un foglietto che veniva e talvolta viene ancora incollato all'interno della copertina di un libro per indicarne, con uno stemma araldico o un'immagine simbolica, il proprietario.

Sovente riporta un motto. Nel libro moderno, la "fascetta" è la striscia di carta, applicata trasversalmente alla copertina del libro, utilizzata per riportare slogan pubblicitari destinati a sottolineare il successo del libro. Assente nel libro antico. Il "frontespizio" è la pagina pari, di solito la prima o la terza di un libro, che presenta le informazioni più complete sul libro stesso.

I primi incunaboli e manoscritti non avevano il frontespizio, ma si aprivano con una carta bianca con funzione protettiva. Nel XVII secolo cede la parte decorativa all' antiporta e vi compaiono le indicazioni di carattere pubblicitario riferite all'editore, un tempo riservate al colophon. In epoca moderna, le illustrazioni e parte delle informazioni si sono trasferite sulla copertina o sulla sovraccoperta e altre informazioni nel verso del frontespizio.

Nel libro antico i "nervi" sono i supporti di cucitura dei fascicoli generalmente in corda, cuoio, pelle allumata o, più recentemente, fettuccia.

I nervi possono essere lasciati a vista e messi in evidenza attraverso la "staffilatura" , oppure nascosti in modo da ottenere un dorso liscio. Nel libro moderno i nervi sono di norma finti, apposti per imitare l'estetica del libro antico e conferire importanza al libro. L'"occhiello" o occhietto è una pagina con un titolo spesso della serie o collana che precede il frontespizio.

Nei libri suddivisi in più parti, si possono avere occhietti intermedi [40]. Un libro spesso è arricchito di figure. Se esse fanno parte integrante del testo sono chiamate illustrazioni.

Se invece sono fuori testo, cioè vengono stampate a parte e sono unite al libro in un secondo tempo, vengono chiamate tavole. Esse hanno una numerazione di pagina distinta da quella del testo; vengono impresse su una carta speciale, quasi sempre una carta patinata [41].

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